Dieci storie, un tempo vasto e un elemento: la pietra.

‘Storie di pietra – L’arte di ritrovare il tempo nelle pietre della Murgia’ proiezione presso il Grande di .
Il film di Michele Vicenti “Storie di Pietra” racconta il legame di vari artisti murgiani con la pietra, il tempo legato ad essa e il modo in cui la interpretano. Un viaggio attraverso la pietra e il tempo raccontato dagli artisti del , da appassionati e da persone comuni : Donato Laborante, Vito Maiullari, Paolo Lorusso, Uaragniaun, Michele Difonzo, Giovanni Ragone, Tonio Creanza, Domenico Ventura, Franco Fionda, Vincenzo Cornacchia.
Il gruppo indipendente dal nome ironico “Sparagna e comparisci” ha organizzato la prima ufficiale del documentario Storie di pietra (L’arte di ritrovare il tempo nelle pietre dell’Alta Murgia), presso il cinema Grande di Altamura, il giorno 31 gennaio alle ore 19,30.
Sono stati seguiti nella loro vita quotidiana. Sono persone o meglio personaggi che hanno fatto loro un modo di esprimersi legato al territorio carsico Abbiamo uno scultore che scava la pietra stessa della Murgia, l’elemento da cui proviene una parte di noi esseri umani, con cui può esprimere i suoi concetti in modo vero, concreto. Una cantante che ricerca da anni i testi perduti del patrimonio folk, scava nella storia per raccontare i personaggi che si sono fatti ricordare in questo territorio, parla ai suoi nipoti di valori perduti, combatte per dare alla Murgia un riconoscimento storico musicale. Un teatrante che ha dedicato la sua vita allo spettacolo ed ha legato il suo nome alla Ferula, la pianta caratteristica della Murgia.nUn ceramista che ha fatto suo un modo di creare con l’argilla, che ci ricorda come e’ importante maneggiare la terra, sapere com’è fatta. Uno speleologo, che ricerca nel sottosuolo, nella miriadi di grotte della Murgia, il nostro passato e il nostro futuro. La pietra su cui precariamente ci teniamo in bilico è democratica ed assoluta: tutto ciò che danneggia la natura in cui siamo immersi ci danneggerà di ritorno, domani.
Dieci storie, un tempo vasto e un elemento: la pietra. L’alta Murgia è un territorio strano, è stata definita “la meno italiana delle regioni italiane” per il suo lato apparentemente desertico. Facendo una passeggiata sulla Murgia d’estate, ci ritroviamo catapultati in un western di Leone, nella terra di nessuno. In molti lo esplorano per scoprire il senso di libertà che si prova guardandolo dall’alto delle sue colline, il piacere dello scorrere del tempo come in un’epoca remota e primordiale in cui tutto è ancora incontaminato o quasi. Un paesaggio aspro, non accogliente e silenzioso, spigoloso, difficile da raccontare, che non parla o parla attraverso il silenzio, i suoi rumori. Per questo a parlare sarà la passione che anima i protagonisti e che costituisce un modo di vivere quel rapporto profondo con la pietra che è parte della nostra storia.