Grano Salus difende il Made in Italy.

Sulle politiche europee, e sanità pubblica se ne parlerà sabato 11 marzo a Genzano di Lucania (PZ) nel convegno “ Mercato del grano in Italia, e Basilicata”organizzato da Grano Salus.
Grande fermento in casa Grano Salus, l’Associazione che riunisce produttori e consumatori , i due anelli deboli della filiera, capitanata da Saverio De Bonis, che sul web sta facendo sentire il suo grido d’allarme sulla pericolosità del grano estero importato, le cui pessime compromettono la salute dei consumatori e mette in ginocchio l’economia del nostro paese a partire dal mezzogiorno. La presenza di sostanze nocive alla salute come Don, Glifosate e Cadmio riscontrate nella pasta Made in Italy delle marche più note e più consumate dagli italiani pone in realtà degli interrogativi molto seri a cominciare dagli effetti sull’organismo relativi alla coopresenza di questi contaminanti. Il tema è ancora più allarmante sul fronte dei bambini, che pur non avendo un sistema immunitario non ancora ben definito sono costretti a mangiare la pasta per adulti. “ C’è un vuoto normativo che va colmato” – ha dichiarato il presidente di Grano Salus, Saverio De Bonis – “ Il nostro impegno è quello di sensibilizzare il legislatore italiano affinché prenda in seria considerazione il problema dei contaminati presenti nel grano estero proveniente dal Canada, dall’Ucraina e da altri paesi dove la nazionale consente limiti alti di contaminanti e di sostanze radioattive che a lungo andare creano problemi di intolleranze, finta celiachia e malattie molto più serie a cui tutti noi siamo esposti”. La ratifica del trattato di libero scambio fra Europa e Canada (CETA ) è un accordo che rende ancora più difficile controllare la qualità del grano importato e stride rispetto a questi argomenti di salute e di prodotto Made in Italy. Il tema del dei cittadini sul consumo di , pasta e altri prodotti da forno non va separato dalla concorrenza sleale che i nostri produttori di grano duro stanno vivendo sulla loro pelle, tra tutte la riduzione del prezzo del grano, il migliore al mondo per salubrità e qualità, pagato meno del peggiore grano estero, a soli 18 centesimi, notevolmente al di sotto dei costi di produzione.“Nessuno vuole contrastare la globalizzazione, che pure ci appartiene, attraverso forme di protezionismo” – ha rimarcato De Bonis – “noi di Grano Salus chiediamo chiarezza sulla qualità delle materie prime importate, affinché ci sia un confronto con i nostri grani e meritano attenzione sul mercato da parte delle trasformatrici, dal momento che sono privi di qualsiasi sostanza contaminante e il loro utilizzo permette prodotti di alta qualità e digeribilità” . La buona pasta, infatti, deve contenere poche proteine e assenza di gliphosate, micotossine come il Don, residui di metalli pesanti ed anche elementi di radioattività che dal grano passano nella pasta, e dalla pasta al corpo umano. “Dicono che la produzione in Italia di grano duro non basta nemmeno per i fabbisogno nazionale, niente di più falso” – ha dichiarato l’agronomo Andrea Di Benetetto- “se valorizzassero i nostri grani anche da un punto di vista remunerativo si potrebbero recuperare più di 600 mila ettari abbandonati , il che permetterebbe di mangiare più sano e di dare lavoro ai nostri giovani, mettendo in moto l’economia agricola, la stessa che aveva fatto sì che l’Italia diventasse la sesta potenza economica nel mondo”.  Se ne parlerà a Genzano di Lucania (PZ) l’11 marzo 2017, alle ore 18.00 presso la sala Cumuniello, in via Potenza, 8 nel convegno “ Mercato del grano in Italia, Puglia e Basilicata, politiche europee, sicurezza alimentare e sanità pubblica” a cui parteciperanno nomi illustri pronti a fare chiarezza su tali tematiche: Il portavoce eurodeputato EFDD- M5S Piernicola Pedicini, Il gastroenterologo dell’Università degli Studi di Bari, l’oncologa presso CROB – Rionero (PZ), l’agronomo e micologo Andrea Di Benedetto , il portavoce M5S della Commissione della Camera dei Deputati, nonché il portavoce di tanti consumatori e produttori stanchi di non essere salvaguardati, il presidente dell’Associazione Grano Salus (FG). Il grano duro è una cultura tipica mediterranea. Garantisce salute. Da lavoro. Va difesa.


Email   –  Facebook   –   Twitter