L’ingegno nelle mani del passato.

Grande interesse per l’avvio del XXIX anno Accademico dell’ della Terza Età “L. Barnaba” di , una risorsa in più sul territorio per promuovere la cultura e l’aggregazione sociale.

Il nuovo anno accademico 2017/2018 dell’ Università della Terza Età “L. Barnaba” di Altamura, costituitasi ventinove anni fa (1989) con la partecipazione di prestigiose Istituzioni, è iniziato con un grande parterre di corsisti e docenti, grazie al lavoro costante del Direttivo. Ma la vera gratitudine è verso la famiglia Barnaba, rappresentata da Pietro, Tommasina e il Commendatore Franco, che hanno creduto e voluto dare vita ad un percorso di condivisione di pensieri, di idee in grado di generare frutti sempre più ricchi di soddisfazioni interiori che solo un volontariato che investe nella cultura, vissuto senza competizione, solidale e generoso, può dare. Non è un caso che l’ Università della Terza Età “L. Barnaba” è la scuola più antica di Puglia, e dal 1990 è al secondo posto nell’Albo della Regione Puglia per la fiorente attività associativa svolta sul territorio. In attesa che i 130 iscritti, di cui alcuni provenienti anche dai comuni limitrofi, aumentino con l’iscrizione di altri appassionati del sapere, sono cominciate le lezioni, che si svolgono nel locali della storica Scuola Elementare “G. Garibaldi”, nell’ambito della medicina, psicologia, filosofia, diritto, economia, lingue straniere, musica, storia, letteratura, alimentazione, poesia, informatica, mass media, comunicazione, attività motorie, ecc. “Abbiamo 48 corsi formativi, di cui 11 sono nuove discipline scolastiche,” – ha dichiarato il rettore Emanuele Lorè parlando delle novità di questa edizione e della nuova programmazione dell’attività accademica. “Educazione permanente, di apertura al territorio e al volontariato sociale, passano attraverso la nostra attività didattica – ha concluso. Concetti forti, ripresi nel corso della serata inaugurale, che si è tenuta nella Sala Consiliare del Comune di Altamura, in cui è stata focalizzata l’attenzione sul  miglioramento della base culturale dei corsisti e su quella dell’impatto nel tessuto sociale territoriale in cui, i corsisti stessi, vivono. A questo scoppiettante avvio dell’anno accademico universitario si aggiungerà un altro avvenimento di rilievo che si svolgerà ad Altamura. “Nel 2019 , al nostro 30 esimo anniversario, saremo in capofila, referenti a livello nazionale di un prestigioso summit che ci vedrà impegnati dal punto di vista organizzativo” – ha dichiarato la presidente Rachele Indrio, dirigente scolastico dell’ITC “F. M. Genco” di Altamura – “lavoreremo per fornire un livello di competenze raggiunte a fine anno dai corsisti, acquisite in una materia piuttosto che in un’altra, ma che, al di là del senso amatoriale, possa servire a rilanciare la figura dell’adulto all’interno dei canali operativi ed efficienti della nostra società contemporanea”. A portare il saluto istituzionale, anche da parte del Commissario Rachele Grandolfo, impossibilitata a partecipare, il presidente del Consiglio Comunale, Giandomenico Marroccoli, che ha ringraziato tutti per l’impegno profuso con dedizione e professionalità nel realizzare un progetto culturale che vede protagonisti i meno giovani della città altamurana. “Imparare è una costante della vita, così come la voglia di essere sempre protagonisti positivi nella nostra società. Per questo “ – ha dichiarato il presidente Marroccoli – “le istituzioni comunali saranno sempre disponibili a sostenere questa causa, sinonimo di democrazia e di civiltà”. Dopo l’elogio, per una scuola che permette di conservare le relazioni umane e il piacere di stare con gli altri, da parte del vice presidente dell’Università della Terza Età, la dott.ssa Rosanna Galantucci e dell’avv. Rachele Popolizio in qualità di consigliere, il cerimoniere, la dott.ssa Marina Angelastro, ha introdotto i relatori, che a differenza degli anni scorsi, sono stati scelti nell’ambito del prestigioso team docenti per presentare in anteprima alcune argomentazioni dell’anno accademico in corso. La dott.ssa Giulia Macella ha introdotto il tema della “Tutela della privacy in rapporto all’uso dei social network”, suggerendo il giusto uso di Internet per evitare le pericolose insidie che si nascondono sulla Rete. “ Il vero garante della nostra vita sui social siamo soltanto noi, perché soltanto noi abbiamo il potere di decidere quanto della nostra vita può essere resa pubblica“, ha precisato. Mentre a focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti storici della città, il prof. Giuseppe Pupillo, presidente dell’A.B.M.C, con l’intrigante e appassionato racconto sul “Valore delle radici storiche nel territorio di Altamura”, che ha racchiuso in una sola parola “Identità”, nel suo significato psicologico e associato l’aggettivo “culturale” per quella parte che affonda le sue radici nel passato e permette di impossessarsi della propria storia, fondamentale per costruire la realtà, perché, come ha precisato il prof. Pupillo l’ignoranza storica mette a dura prova le testimonianze di quello che siamo stati. “Quando una nazione, una città, una persona perde il contatto con il suo passato, con le sue radici, quando perde l’orgoglio della sua storia, della sua cultura e della sua lingua, decade rapidamente, smette di pensare, di creare e svanisce. E questo non dobbiamo mai augurarcelo” – ha concluso. Con la “Poesia nel racconto della vita”, la prof.ssa Teresa Carretta ha emozionato tutti i presenti recitando alcuni versi della straordinaria poetessa milanese Alda Merini che considerava essere stata “più bella della poesia, la sua stessa vita”. In effetti, il ritmo della parola sovrapposta al ritmo volubile della vita (Ungaretti, Montale, Quasimodo) può trasformarsi in una formula miracolosa che seduce e genera l’estasi in chi ascolta. Purtroppo, ha dichiarato la prof.ssa Carretta “nella nostra epoca dell’apparire e del consumismo sfrenato il concetto di poesia fa ridefinito per riavvicinare nuovamente il poeta all’uomo che non sa più ascoltare”. A trasmettere energia positiva ai presenti ci ha pensato, la dott.ssa Marina Angelastro che, parlando del “benessere psicofisico” e proponendo tre regole per potelo conseguire (“il potere delle decisioni”, motore propulsivo delle nostre affermazioni positive, “la disponibilità a mettersi in gioco”, come sublimazione di quello che siamo e accettazione dei nostri limiti e, ultimo, “diventare leader di sé stessi”, unica via per la felicità), ha conquistato la sala proponendo a tutti di ”non fermarsi mai al punto in cui siamo, ma di immaginare di essere al punto in cui vogliamo andare”. Una serata ricca di spunti culturali e sociali è una serata da portare nel cuore, anche per l’interludio musicale della Flautista Natalia Bonello, docente di presso il Liceo Musicale “ T. Stigliani” di Matera, che ha interpretato magistralmente alcuni brani di Maestri come Mozart, ed emozionato con le note del grande compositore altamurano Saverio Mercadante, contribuendo a rendere magica questa esperienza ai nastri di partenza.
 
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